L’homo sul ponte

 

Ha partecipato al Capua mini script 2007, concorso di script per cortometraggio della lunghezza massima di cinque minuti per raccontare una storia ambientata nella città di Capua.

E’ stato scartato.

 

 

E’ l’estate dell’anno del Signore 1505, quando il cavaliere di ventura Ettore Fieramosca, di ritorno a cavallo nella città natìa col fido scudiero balestriere, s’imbatte in un giovane uomo in piedi sulla balaustra del ponte sul Volturno.

 

Fieramosca

Heilà, buon’homo! Ci si tuffa per l’arsura, eh?

 

L’homo sul ponte

No, suicidio.

 

Fieramosca

Ohibò! E perché mai vuol compiere un sì folle e irreparabile gesto?

 

L’homo sul ponte

Cazzi miei.

 

Fieramosca, indispettito dalla risposta, si avvicina a cavallo e pone mano all’elsa della spada, apostrofando il giovane con durezza.

 

Fieramosca

Uè, uè! Bada come parli. Tu forse, miserabile pusillo, non sai di chi sei al cospetto!

 

L’homo sul ponte (con sguardo mesto)

Facci ciò che vole, cavaliere. Tanto ormai…

 

Fieramosca

“Faccia”, bifolco, si dice “faccia”. Il congiuntivo da queste parti è un optional…

 

Lo scudiero (all’homo sul ponte)

Feccia!

 

L’homo sul ponte

Uè, uè! E tu chi cazzo sei? Come ti permetti?!

 

Fieramosca (rivolto al suicida)

Lascia perdere. L’ho raccattato nella zona del barese al tempo della famosa disfida. Voleva dire “faccia”.

 

Poi il cavaliere dà un’occhiata discreta al di là della balaustra.

 

Fieramosca

In ogni caso il Volturno è in secca. Se ti butti t’acciacchi malamente.

 

L’homo sul ponte (depresso, calando lo sguardo)

Non mi interessa. Ormai…

 

Fieramosca (con tono paternalista)

Su, su, figliolo.

Qualsiasi sia la cagione del tuo malessere, è nulla al confronto del bene sommo della vita.

 

Poi s’infervora, e prosegue con tono quasi francescano.


 

Fieramosca (con ampi moti delle braccia)

Suvvia, ascolta gli augelli dagli alberi, mira il sole che splende in ciel, respira quest’aria pura…

 

L’homo sul ponte (sollevando lo sguardo incuriosito)

Ma, alla buon’ora, messere… ma lei chi caz… ops… chi cavolo è?

 

Fieramosca (impettito)

Chi sono io?! Ebbene io sono Ettore Fieramosca!

 

L’homo sul ponte (portando le mani alle guance dallo stupore)

O’anema! Veramente?!

 

Fieramosca

Avrai sentito parlare di me, no?

 

L’homo sul ponte

Certo, a scuola! La famosa sfida…

 

Fieramosca

Ah, bene…

 

L’homo sul ponte

Come no? Gli Orazi contro i Curiazi. Lei per chi giocava?

 

Fieramosca rimane annichilito, e con un’espressione di dissimulato disgusto si porta a ridosso dell’uomo.

 

Fieramosca

Ehm… per gli Orazi… stavo in panchina.

 

Dopodiché, incazzato nero, con un’energica spinta lo butta giù dalla balaustra.

Il giovane cade urlando a squarciagola. Poi s’ode il tonfo sordo sul letto del fiume.

 

Fieramosca

Fanculo, ignorante di merda. Queste sono le distorsioni della riforma scolastica…tzé!

 

Poi si volge allo scudiero esortandolo a riprendere il viaggio.

 

Lo Scudiero

Non se la prenda, maestro, quello era un ciuccio matricolato.

Lei è un mito per i posteri. Tutti i libri di storia parlano della sua famosa disfida di Bitonto.

 

Fieramosca (rassegnato)

Barletta… chitemmuorto… Barletta…

 

 

© Gero Mannella Copyright 2007