Scheletri nell’armadio

Sceneggiatura di lungometraggio

 

Su un delitto accidentale di una fedifraga ninfomane, sull’occultamento del cadavere a pezzi, su un disegnatore di identikit cubisti, su un collezionista di teste sotto formalina, e su come l’ispettore Liberovici scombina vieppiù i tasselli del puzzle.

 

[Nel seguito una scena a caso]

 

 

scena 3: sopralluogo notturno di Liberovici e Caposito

ambientazione: esterno notte, giardino pubblico

 

L’ispettore Liberovici, in trench, è chino sull’attendente Caposito, in divisa, sdraiato su una panchina immobile e ad occhi chiusi, apparentemente esanime. L’ispettore tasta il polso, la giugulare, e poi con uno specchio di cortesia sotto le narici prova ad intercettare il vapore del respiro. Ad un tratto l’uomo sdraiato apre un occhio.

 

Caposito

Ispettore, vuol provare pure con lo stetoscopio?

 

Liberovici

In che senso?

 

Caposito

Nel senso che ha già fatto tre verifiche. Mi sembra che bastino, no?

 

Liberovici

Il fatto è che a fare la simulazione è tutto semplice. Finché non c’è sangue vado a nozze.

 

Caposito (tirandosi su dalla panca)

Ispettore, lasci stare, faccia fare a me i rilievi sul cadavere. Io non c’ho problemi di stomaco.

 

Liberovici (nicchiando)

Che hanno detto in centrale? Di cosa è morto quel poveraccio?

 

Caposito

Kalashnikov.

 

Liberovici (risoluto)

No, dai, tocca a me. Faccio io la perizia sul cadavere.


Caposito

Ma, ispettore…

 

Liberovici

Dai, andiamo! Sono pronto. Dov’è il palazzo?

 

Caposito (indicando oltre la strada)

E’ quello lì.

 

[dissolvenza]

Subito dopo Liberovici e Caposito appaiono sulla soglia dell’appartamento. Entrano cauti. Chini sul cadavere steso a terra ci sono gli uomini della scientifica che fanno i rilievi. Liberovici avanza teso buttando un occhio da lungi al cadavere, caso mai vi fosse abbondanza di sangue.

Si china poi su quest’ultimo e Caposito gli si avvicina stando in piedi. Il cadavere è pancia in giù.

 

Liberovici

Che culo, Caposito! Nemmeno una goccia di sangue!

 

Caposito

Strano. Eppure si parlava di un Kalashnikov… come sarà morto?

 

Liberovici

Potrebbe averlo inghiottito, no?

 

Caposito

Eh, già. Ci sono inghiottitori di spade, questo ci avrà provato col mitra.

Può darsi che la vernice della canna sia tossica.

 

Uomo della scientifica

Ispettore, dovremmo rivoltarlo. Possiamo?

 

Liberovici

Certo, fate pure.

 

Gli uomini rivoltano il cadavere mettendolo a pancia in su. Da quel lato appare crivellato di colpi ed il sangue schizza a zampilli investendo in faccia l’ispettore.

Liberovici comincia a sbiancare e fa strane smorfie per trattenere il vomito. Presso di lui in piedi Caposito in segno di rispetto per la morte toglie il berretto e lo tiene in mano. Subito dopo s’accorge dell’ispettore che dà segni di malore.

 

Caposito

Ispettore, si sente bene?

 

Liberovici (portando la mano alla bocca)

Be…ni…ssimo

 

Liberovici annaspa con le mani per tranquillizzare l’attendente. Poi non resiste più al conato di vomito. Alzandosi con la mano sulla bocca afferra disperato il berretto di Caposito e, girandosi di spalle, ci vomita dentro. Caposito sconcertato solleva le sopracciglia sospirando.

 

Liberovici (ricomponendosi dopo l’atto, e restituendo il berretto a Caposito)

Tieni, Caposito, grazie. Ti dispenso dall’indossare il berretto per il seguito di questo sopralluogo.

 

Caposito (guardando disgustato nel berretto)

Grazie, ispettore.

 

 

© Gero Mannella Copyright 2007