umorismo
 
I: Ordunque, caro Mannella, può parlarci della sua poetica?
GM: Con piacere. Dunque, io nasco…
I: Attento! Non si giri verso di me! Guardi il muro, per favore!
GM: Oh, scusi.
I: Continui, la prego.
GM: Dicevo, io nasco…
I: Può omettere i dettagli biografici? Ho la macchina in doppia fila…
GM: Faccia attenzione. Qua i vigili non gliela fanno passare liscia.
I: Lo so. Per questo ho lasciato la chiave nel cruscotto e il motore acceso.
GM: Il motore acceso?
I: Guardi il muro, la prego! Attento a quel coso…
GM: Scusi ma… il motore acceso?
I: Certo. E’ buona norma lasciare il motore acceso quando si compie una rapina.
GM: Rapina?!
I: Si, faccio il palo di professione. Sa, con le interviste e l’urologia non si campa…
GM: Si, ma…in questo momento non sta venendo meno al suo ufficio?
I: Oh, non si preoccupi! In banca c’è fila: quattro pali prima di me.
GM: A quest’ora è più che normale.
I: Mi parla della sua poetica, alfine? Ché prendo appunti…
GM: Appunti? E come fa nella sua attuale contingenza?
I: E che ci vuole? Una mano per la minzione e una per il pennarello.
GM: E dove scrive?
I: Sulle piastrelle e sui laterizi. Poi ricopio sul notes.
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