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John Coltrane
– A Love Supreme è ricerca interiore, espressione dell’inesprimibile, ingresso prepotente della
religiosità nel jazz, sperimentazione musicale, contaminazione
di jazz modale, blues, gospel, tradizione indiana, poliritmia
africana […]
Keith Jarrett
- Nel pianoforte di Jarrett, nel suo comporre istantaneo, non esiste il ritornello, la ripetizione
non è contemplata. Nulla è concluso senza melodia, ma tutto ne è in fuga, verso un’altra melodia.
Jean Dubuffet
- Il punto di partenza è la superficie da animare - tela o foglio di carta - è la prima macchia di colore
o d'inchiostro che vi si getta: l'effetto che si produce, l'avventura che ne risulta. […]
Jean Michel Basquiat
- Cantastorie irruente, ha realizzato quadri rap, narratori di eventi e storie mentali;
il suo lavoro apparentemente disordinato e sgangherato ha un equilibrio profondo […]
al di sopra del rumore dei nevrotici anni Ottanta [...] capace di integrare la cultura afro-americana, l’amore per la musica, la cultura pop e la storia del jazz […]
Jacques Tati
– Playtime è un film che viene da un altro pianeta, in cui si penetra con garbo e lentezza e si finisce per esserne contagiati costantemente: lo sforzo di mimesi, se eseguito, viene infatti ripagato da una messinscena complessa e attentissima che celebra un horror vacui tragicomico.
Marcel Duchamp
– Etant donnés, il visitatore che attraversa l’intera collezione del Philadelphia Museum of Art raggiunge infine una stanza che sembra vuota.[...] Un rapido sguardo attraverso i buchi inchioda il visitatore.
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