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E' da qualche giorno nelle
librerie "Non gettate cadaveri dal finestrino"
(Coniglio editore), libro d'esordio del casertano Gero Mannella.
Si tratta di cinque piccoli gialli tra l'allucinato e il sardonico, dove
non sense, follia e giochi di parole si mescolano per stupire il lettore.
Il protagonista è l'ispettore Liberovici, un investigatore molto
particolare, pronto a dare di stomaco alla minima vista del sangue...
possibilmente nel berretto dell'attendente che gli sta di fianco.
"La raccolta di racconti Non Gettate Cadaveri Dal Finestrino è
un approccio parodistico e fumista alle detective stories", rivela
l'autore. "I delitti sono improbabili e le indagini maldestre, imperniate
sulla figura di un ispettore poco pragmatico, patito di enigmistica e
distratto dal fenomenico. La risoluzione dei casi non è il frutto
di alcun sillogismo alla Poirot o alla Holmes, e del resto essi rimangono
per lo più irrisolti".
Sessanta pagine di umorismo surreale, in cui un paperoga post-moderno
(come lo ha definito l'editore, che non a caso ha voluto inserire questo
libro nella collana Lemming, i tascabili dal target giovane al costo contenuto
di 5 auro, e certamente una delle più intriganti collane della
casa editrice romana) riesce a strappare ben più di un sorriso,
infrangendo ogni regola investigativa e muovendosi rigorosamente sopra
le righe.
Ma come ha iniziato Gero Mannella a dedicarsi alla scrittura umoristica?
E soprattutto perché?
"Ho frequentato il laboratorio di scrittura umoristica Achille Campanile
nel 2005, e da quel confronto ho cominciato a maturare consapevolezza
nella qualità delle cose che scrivevo a mo' di esercitazione. Dall'ilarità
che suscitava la lettura in pubblico dei pezzi a tema ho poi capito che
forse potevo battere la strada editoriale."
L'intervista avrebbe potuto continuare così, chiacchierando con
l'autore degli intrecci che sorreggono la trama del libro, indagando le
personalità dei personaggi, rincorrendo archetipi letterari, sviscerando
le espressioni linguistiche utilizzate e analizzando lo stile e le sue
modulazioni. E invece no, Gero Mannella ad esser serio proprio non ce
la fa... ed io ho cercato di adeguarmi! [con l'intervista di fianco, nda]
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Descriviti in tre aggettivi
sardonico, iperbolico, ipoglicemico
Cosa ti fa più ridere
in questo periodo le radiocommedie dei fratelli Marx
degli anni 30
L'ultima volta che hai pianto
il mese scorso, mentre riascoltavo un assolo di Michael
Brecker, il giorno della sua morte
Se avessi un milione di euro cosa faresti
Come Bartlebooth in "La vita, istruzioni per
l'uso", dipingerei marine in giro per il mondo, poi ne farei dei
puzzle di migliaia di pezzi, e infine le ricomporrei negli anni della
vecchiaia
Qual
è il tuo eroe preferito e perché
Paperoga, perché al Papersera fa un po' quello
che vuole
La bizzarria a cui non puoi rinunciare (ammesso
che tu ne abbia)
Sbadigliare dando di spalle alla rotazione terrestre
Il talento che ti manca e che vorresti avere
suonare il piano come Keith Jarrett o scrivere palindromi
come Georges Perec
Libro preferito
"At swim two birds" di Flann O'Brien tradotto
da Rodolfo Wilcock per Adelphi
Chi ringrazi Dio di non essere
un pesce spada, per la frustrazione di non poter
leggere niente senza stracciarlo.
anzi, peggio ancora, un pesce sega, condannato a toccarsi per non poter
sciorinare con la compagna un minimo di kamasutra ittico
La
qualità che preferisci in una donna
l'ironia (se ce l'ha)
in alternativa le puppe a pera
Film
preferito
Il ritorno di Cagliostro, di Ciprì e Maresco
Cosa ti fa paura
un attacco di diarrea mentre sto bloccato nel traffico
Canzone preferita
l'inno nazionale sovietico
Se potessi partire ora per un viaggio, quale
sarebbe la tua meta
L'isola di Pasqua, arrivandoci in Transiberiana,
almeno fino a Vladivostock (da li completare parte in autostop e parte
in piper dirottato)
Il
modo migliore per passare il tempo
sesso (se non sei un pesce spada), basket nba, jazz,
scrivere le storie dell'ispettore Liberovici
Se
potessi scegliere in chi o cosa reincarnarti nella tua prossima vita chi
o cosa sceglieresti
plancton, credo
Il tuo motto
non fare mai ad un brandello di plancton quello che
non vorresti fosse fatto ai tuoi mitocondri
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