2 marzo 2007
recensione di Silveria Conte intervista

E' da qualche giorno nelle librerie "Non gettate cadaveri dal finestrino" (Coniglio editore), libro d'esordio del casertano Gero Mannella.
Si tratta di cinque piccoli gialli tra l'allucinato e il sardonico, dove non sense, follia e giochi di parole si mescolano per stupire il lettore.
Il protagonista è l'ispettore Liberovici, un investigatore molto particolare, pronto a dare di stomaco alla minima vista del sangue... possibilmente nel berretto dell'attendente che gli sta di fianco.

"La raccolta di racconti Non Gettate Cadaveri Dal Finestrino è un approccio parodistico e fumista alle detective stories", rivela l'autore. "I delitti sono improbabili e le indagini maldestre, imperniate sulla figura di un ispettore poco pragmatico, patito di enigmistica e distratto dal fenomenico. La risoluzione dei casi non è il frutto di alcun sillogismo alla Poirot o alla Holmes, e del resto essi rimangono per lo più irrisolti".
Sessanta pagine di umorismo surreale, in cui un paperoga post-moderno (come lo ha definito l'editore, che non a caso ha voluto inserire questo libro nella collana Lemming, i tascabili dal target giovane al costo contenuto di 5 auro, e certamente una delle più intriganti collane della casa editrice romana) riesce a strappare ben più di un sorriso, infrangendo ogni regola investigativa e muovendosi rigorosamente sopra le righe.

Ma come ha iniziato Gero Mannella a dedicarsi alla scrittura umoristica? E soprattutto perché?
"Ho frequentato il laboratorio di scrittura umoristica Achille Campanile nel 2005, e da quel confronto ho cominciato a maturare consapevolezza nella qualità delle cose che scrivevo a mo' di esercitazione. Dall'ilarità che suscitava la lettura in pubblico dei pezzi a tema ho poi capito che forse potevo battere la strada editoriale."


L'intervista avrebbe potuto continuare così, chiacchierando con l'autore degli intrecci che sorreggono la trama del libro, indagando le personalità dei personaggi, rincorrendo archetipi letterari, sviscerando le espressioni linguistiche utilizzate e analizzando lo stile e le sue modulazioni. E invece no, Gero Mannella ad esser serio proprio non ce la fa... ed io ho cercato di adeguarmi! [con l'intervista di fianco, nda]

Descriviti in tre aggettivi
sardonico, iperbolico, ipoglicemico

Cosa ti fa più ridere
in questo periodo le radiocommedie dei fratelli Marx degli anni 30

L'ultima volta che hai pianto
il mese scorso, mentre riascoltavo un assolo di Michael Brecker, il giorno della sua morte

Se avessi un milione di euro cosa faresti
Come Bartlebooth in "La vita, istruzioni per l'uso", dipingerei marine in giro per il mondo, poi ne farei dei puzzle di migliaia di pezzi, e infine le ricomporrei negli anni della vecchiaia

Qual è il tuo eroe preferito e perché
Paperoga, perché al Papersera fa un po' quello che vuole

La bizzarria a cui non puoi rinunciare (ammesso che tu ne abbia)
Sbadigliare dando di spalle alla rotazione terrestre

Il talento che ti manca e che vorresti avere
suonare il piano come Keith Jarrett o scrivere palindromi come Georges Perec

Libro preferito
"At swim two birds" di Flann O'Brien tradotto da Rodolfo Wilcock per Adelphi

Chi ringrazi Dio di non essere
un pesce spada, per la frustrazione di non poter leggere niente senza stracciarlo.
anzi, peggio ancora, un pesce sega, condannato a toccarsi per non poter sciorinare con la compagna un minimo di kamasutra ittico

La qualità che preferisci in una donna
l'ironia (se ce l'ha)
in alternativa le puppe a pera

Film preferito
Il ritorno di Cagliostro, di Ciprì e Maresco

Cosa ti fa paura
un attacco di diarrea mentre sto bloccato nel traffico

Canzone preferita
l'inno nazionale sovietico

Se potessi partire ora per un viaggio, quale sarebbe la tua meta
L'isola di Pasqua, arrivandoci in Transiberiana, almeno fino a Vladivostock (da li completare parte in autostop e parte in piper dirottato)

Il modo migliore per passare il tempo
sesso (se non sei un pesce spada), basket nba, jazz, scrivere le storie dell'ispettore Liberovici

Se potessi scegliere in chi o cosa reincarnarti nella tua prossima vita chi o cosa sceglieresti
plancton, credo

Il tuo motto
non fare mai ad un brandello di plancton quello che non vorresti fosse fatto ai tuoi mitocondri