L'ispettore Liberovici
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L'ispettore Gaudino Liberovici è un personaggio letterario sortito dalla penna di Gero Mannella, e mai più rientrato.

Esordisce nella raccolta di detective stories Non Gettate Cadaveri Dal Finestrino (Coniglio Editore, 2006) e si replica ne Il Killer dei Qwerty (Ad Est dell'Equatore, 2012).
E' altresì protagonista della sceneggiatura Scheletri nell'armadio (2010) e del suo adattamento in romanzo (2011), in attesa di produzione/pubblicazione.

Liberovici è ispettore suo malgrado.
Predilige la risoluzione di enigmi immateriali (parole crociate, rebus, anagrammi) a quelli crudi che il mestiere gli riserva. In particolare tende ad evitare i sopralluoghi in presenza di scene sanguinolente (cadaveri crivellati, corpi straziati).
Se non può farne a meno, data la sua debolezza di stomaco, tende a vomitare discretamente nel berretto dell'assistente Caposito.

Solitario, autarchico, schivo non sopporta l'assedio microfonato dalle reporter d'assalto che gli pongono domande imbarazzanti sull'avanzamento delle indagini. Per scongiurare l'accerchiamento ad emulazione del maniaco sessuale usa aprire a ventaglio il trench ed ostentare con avvedutezza le pudenda.

I suoi percorsi investigativi sono fondati su euristica, cabala, balistica e cabalistica.
Se risolve un caso è per caso.