La cinematica dei cipperimerli

Al discendere la scalèa comitale, che un’ora prima avevo salito, vidi che i lampi e coboldi avevano deciso di fregarmi del tutto. Sfarfallando pazzescamente dalle vetrate, quegli arrampicandosi ingegnosamente ai seggioloni monumentali dei conti Delrio, avevano inframmesso nel mio penoso assortimento di parallelogrammi i barbagli dello strabismo, le beffe degli zecchini stentati. Ma c’era almeno la speranza d’un rovescio d’acqua.
E tutti insieme, inspirati dall’Esecrando, avevano acceso le brame dei roventi omenoni, dei pulvirulenti vescovi che sogliono trascorrere l’estate nei più pregevoli piedistalli barocchi della città. La pietra odorosa di orina vecchia, aveva rabbrividito nel presagio della tempesta.
Ma ecco cipperimerli li lasciavano con quella voglia e dileguavano sghignazzando verso grecale.
[Carlo Emilio Gadda, La madonna dei filosofi]

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