Tanti affettuosi saluti da

Questo che è tempo di vacanze avrebbe in passato celebrato il rito delle cartoline. Stavano sui trespoli girevoli fuori ai chioschi delle edicole, dai tabaccai o nei negozi di souvenir. A ruotarli ti accorgevi che erano cosparsi di cacche di mosche, così come le cartoline più vecchie, quelle non prescelte, anodine ed accartocciate tipo chiacchiere di carnevale. Dal tabaccaio era meglio perché potevi chiedere pure i francobolli, la spugnetta per intingerli era sempre secca, e così li leccavi. Nelle città d’arte o di mare prese d’assalto i tabaccai erano un unico grande leccatoio, uno addosso all’altro, immagino un Covid ante-litteram e l’affresco caravaggesco consequente.
Poi c’era la Bocca Della Verità, la cassetta postale rossa per strada odorosa di piscio di cane, dove infilavi la testimonianza della tua alienazione dalla vita usuale ed avevi la stessa confidenza del recapito d’un naufrago col messaggio in bottiglia. E dopo averla imbucata esclamavi il canonico “cazzononhomessoilcap”, accusando per strada l’inesorabile mal de vivre.

Penso ai millennials ed a quello che hanno perso, i trespoli, le cacche di mosca, le Bocche della Verità, le parole “cartolina” e “francobollo” che non suonano più.
Forse, chissà, anche la parola “bastrofio”.

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