Talebani e Guicciardini

Ciò che avvertiamo profondamente ingiusto suscita in noi pietà e indignazione, e da ultimo rabbia nei confronti di chi, Organismo Politico Sovranazionale (OPS), riteniamo debba intervenire con le buone o con le cattive. Parlo dell’Afghanistan dell’estate 2021. Ma l’OPS (in buona parte pervaso dal buonismo occidentale) è mosso dall’istanza guicciardiniana della “cura del particulare” ovvero del badare ai cazzi propri, motore primo dell’umanità, quello fondante del nostro DNA.

E dunque finché Afghanistan voleva dire fomite di “Terrorismo internazionale”, ovvero minaccia interna ai nostri confini, il talebanesimo andava combattuto e debellato. Oggi che invece è percepito come semplice organizzazione medievale e retrograda del corpo sociale, non si ritiene di dover intervenire.

Io trovo che il discorso non fa una piega. D’altronde non siamo intervenuti per altre cose che la nostra sensibilità occidentale ritiene palesemente ingiuste, dall’infibulazione in Africa, al lavoro infantile in India o Pakistan, agli attentati all’ecosistema in nome della produttività massiva in Cina, per non parlare delle armi ai ragazzini e della pena di morte in USA.

Del resto è pensabile una globalizzazione del modello sociale, così come sta avvenendo in economia, ad emulazione di un presunto primato sino-occidentale? Direi proprio di no.

E allora l’unica è confidare nelle strategie morbide, più che negli embarghi nei vettori culturali non politicamente imposti ma clonati per assimilazione di costumi, quelli sì sovranazionali (parlo della tecnologia e di tutti i suoi derivati comportamentali che ci permeano senza che ce ne accorgiamo). Perché in fondo l’Iran scandaloso di Khomeini degli anni ’80 non è quello di oggi, senza che l’OPS gli abbia fatto guerra.

Quando collassa tutto questo impianto di non interferenza culturale/politica? Quando il popolo in oggetto, che si avverte vessato perché conosce altri modelli sociali, comincia a migrare in massa verso i nostri lidi (e i nostri Lidl). E’ solo allora che anche i più ecumenici di noi avvertono una mutazione dr. Jekyll / mr. Hyde, quando alla pietas subentra una perdita di empatia e un timido livore.

Ecco, in quel caso il modulo che Guicciardini chiama “cura del particulare” si è attivato di nuovo.

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