scheletri nell'armadio

Abstract

In questo libro ci sono:
una ninfomane, un disegnatore di identikit cubista, un formichiere, uno studente di anatomia che sogna un cadavere tutto per sé, un celerino in bicicletta, due piccioni bombardieri.
Inoltre un ispettore che vomita alla vista del sangue, l'assistente dell'ispettore collezionista di tappi di birra (o teste umane all'occorrenza), un tafano reporter, un ladro ricattatore sfigato, un chirurgo da barbecue, un tappeto occulta-cadavere, un congruo numero di pulci, una vecchia azzimata con dentiera offline, e molto altro.

"Il plot ha la vis comica di un Frankenstein Junior, il surreale di un Clouseau amplificato ed il paradossale dialettico di Totò”
[Premio Solinas]

Recensioni

"Gli autori e personaggi che vengono spesso citati al momento di raccontare l’opera di Gero Mannella sono prestigiosi, autentiche icone della comicità e dell’umorismo più scatenato. L’ambizione di una narrazione condotta con un’impostazione così paradossale e creativa è in tutta evidenza quella di riproporre i canoni di un Achille Campanile – uno degli autori più citati dagli estimatori di Mannella – aggiornati però ai nostri giorni. […] Peraltro quella di un film ispirato dagli “Scheletri” non è affatto una cattiva idea. Un lungometraggio che prenda le mosse dai cadaveri e dagli armadi di Mannella, nonché dai padri nobili dell’umorismo e del surrealismo, distante dalle banalità dei cinepanettoni, potrebbe piacerci. [Luca Menichetti su Lankenauta] Recensione completa

Il libro si snoda tra gag, fraintendimenti, giochi di parole e note dell’autore. Tra corpi fatti a pezzi, opere d’arte che è meglio lasciar perdere e teste conservate in salotto in un vaso pieno di formaldeide, più per caso che per arguzia, l’ispettore Liberovici sbroglierà la matassa. Mannella ricalca lo stile del Mark Leyner [nda] dell’introduzione, e si capisce da subito che ci troveremo davanti a non sense esilaranti." [Chili di Libri] Recensione completa

"Gli editori transatlantico si ostinano a pubblicare il noto senza verificare le meraviglie dell’ignoto. Gero Mannella ad esempio. E’ uno scrittore dall’ironia istrionica, dalla furia comica deflagrante. […] Basta guardare il suo sito personale dal logo esplicito (“Storie che fanno cagare – centronord – o cacare – Sud, isole”), per capire che siamo di fronte a un alchimista dei linguaggi. […] In questo Paese di seriosi, il genio di Mannella macera nel sottobosco editoriale ed è un virus nei recessi del web. Assurdo moltiplicato con idiozia patria."[Linkiesta] Recensione completa

"È sempre l’ora felice, felicissima, di opere come quella di Mannella, che ribaltano ogni schema e fanno capire tutto il potere arcano della narrativa, spiegano l’alchimia di ciò che non siamo noi a scegliere, perché è lui a farlo, a prenderci. Fatevi scegliere da Scheletri nell’armadio: non ne uscirete vivi, ma qualcosa di più." [C. Leonardi su Kultural] Link lost

“Perché Scheletri nell’armadio ha uno stile che – malgrado sia eccezionalmente visivo – è invece profondamente letterario e decisamente musicale. È lo stile narrativo la sua forza […] ogni frase è calorosamente, artigianalmente cesellata per il puro piacere di leggere […] Chi se ne importa di come va a finire? Io rileggerei tre volte di fila il terzo capitolo per il solo piacere di vedere com’è descritto questo scatolone per umani, per le improvvise incursioni della voce narrante che dissacra i personaggi che descrive, commenta, gioca con le parole e dice le parolacce, e borbotta e osserva e ridisegna le forme degli sterili umani che popolano questo pianeta senza senso. [Luca Martello su Lankenauta] Recensione completa


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intervista

"Quando ho incrociato Gero Mannella mi si sono accese le stelle comete negli occhi e le stelle filanti sono esplose dai denti. […] Questo scrittore sgangherato e sagace, che forse è il sesto dei fratelli Marx e l’ottavo dei Sette Nani, dovrebbe essere l’amministratore delegato di una mega-azienda che partorisce slogan pubblicitari, dovrebbe dirigere i ‘Meridiani’ Mondadori – galvanizzerebbe quel cimitero di mummie mutandolo in luna park […] Io sono andato a scovare Gero, solleticandogli i cunicoli della mente e le narici del naso." [Davide Brullo]

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